Como (domenica, 30 novembre 2025) — Uno studio condotto all’ospedale Sant’Anna di Como ha evidenziato come il lipofilling, ovvero l’innesto di grasso autologo, possa ridurre sensibilmente le complicanze della ricostruzione mammaria con protesi dopo la radioterapia. La ricerca, realizzata dal team della Chirurgia Plastica di Asst Lariana e pubblicata sul Journal of Clinical Medicine, ha analizzato 32 pazienti operate tra il 2010 e il 2021.
di Matilde Molina
I risultati a lungo termine mostrano una minore incidenza di contrattura capsulare e nessun caso di recidiva oncologica, confermando l’efficacia della tecnica nelle ricostruzioni protesiche post-mastectomia.
Il lavoro scientifico, firmato da Alessia De Col e Francesco Buttarelli con la collaborazione di Anna Scevola, Ferruccio Paganini e Melissa Akuma, presenta un’analisi dettagliata dei benefici del lipofilling nelle pazienti sottoposte a ricostruzione mammaria in due tempi. Tutte le donne coinvolte hanno ricevuto almeno una sessione di innesto di grasso autologo, una procedura che contribuisce a migliorare la qualità dei tessuti compromessi dalla radioterapia.
A un follow-up medio di 7,7 anni, la contrattura capsulare — una delle principali complicanze post-impianto — è stata registrata nel 18,8% dei casi, senza forme gravi. Nessuna paziente ha manifestato recidive oncologiche e tutte hanno mantenuto la ricostruzione protesica, esprimendo elevata soddisfazione estetica e funzionale.
“Il lipofilling si conferma una strategia sicura ed efficace nel preservare la ricostruzione mammaria con protesi dopo la radioterapia”, spiega la dottoressa Anna Scevola, primario della Chirurgia Plastica del Sant’Anna. La tecnica, precisa, rappresenta una valida opzione per le pazienti non idonee alla ricostruzione autologa grazie alla sua capacità di migliorare i tessuti irradiati e ridurre il rischio di interventi successivi.
La Chirurgia Plastica di Asst Lariana è stata protagonista anche di recenti appuntamenti nazionali di settore. Scevola ha presentato l’esperienza maturata nell’uso del perone vascolarizzato per la ricostruzione di difetti ossei complessi, mentre la specializzanda Melissa Akuma ha illustrato un approfondimento sul dolore neuropatico cronico dopo mastectomia, tema ancora sottostimato ma di grande rilevanza clinica.
Last modified: Novembre 30, 2025

