Como (lunedì, 16 febbraio 2026) — Sul caso Epstein tanto si dice e ancora di più si dovrebbe dire. Quello che si può sostenere fermamente è l’orrore di fronte a ciò che è emerso e ciò che rimane ancora celato dal velo nero della censura. Dietro, c’è un disegno più grande e terrificante, che mostra i legami internazionali tessuti dal “mago della finanza”, solo una pedina di un gioco più grande di quanto potessimo immaginare.
di Ludovica Fusca
Per capire meglio le fila che compongono il grande tessuto emerso in quella che è solo una piccola parte dell’archivio Epstein Files, bisogna fare un passo indietro, negli anni Settanta, quando Robert Maxwell, padre di Ghislaine, compagna e complice di Epstein, si trovava all’apice di un vero e proprio impero mediatico. Robert Maxwell fu, inoltre, un deputato laburista, ruolo che gli ha permesso di costruire una rete di relazioni internazionali ampia e complessa.
Alla nascita dello stato israeliano nel 1948, Maxwell fornì a Israele armi e venne accusato di essere un intermediario del Mossad, i servizi segreti israeliani.
Nel 1991 Robert Maxwell muore cadendo dal suo yacht, in circostanze ancora non chiare, e il suo funerale si tenne a Gerusalemme, con la partecipazione di alte autorità dello stato di Israele.
Ghislaine Maxwell, figlia di Robert, conosce negli anni Novanta Jeffrey Epstein, ebreo e fallito insegnante di matematica in una scuola elementare di New York. I due iniziano una relazione e Epstein si trasforma in un “mago della finanza, con noti imprenditori come clienti, tra cui il fondatore di Victoria’s Secret Les Wexner, anch’egli ebreo. Gli angeli di Vicoria’s Secret saranno tra i principali canali di adescamento per il traffico sessuale e minorile che vede coinvolti i miliardari implicati nel caso e nei file.
Una delle vittime più note di questo mostruoso sistema è Virginia Giuffre, la quale all’età di sedici anni viene adescata da Ghislaine Maxwell e inserita nella rete di traffico sessuale di Epstein. Sono proprio le denunce di Giuffre ad aprire indagini e vari filoni giudiziari che vedono coinvolti molti uomini di potere e, con l’incentivo dato da queste prime denunce, esse si moltiplicano, giungendo da diverse voci. Seguono condanne e patteggiamenti, con i principali implicati, Maxwell ed Epstein, in carcere — Epstein si suicida in carcere nel 2019; era già stato condannato per traffico sessuale di minori.
Lo scorso anno, nel 2025, Giuffre si suicida nella sua casa — molti misteri girano attorno alla sua morte: solo qualche tempo prima aveva affermato di non volersi suicidare e che, se questo fosse avvenuto, non sarebbe stato per sua volontà — e poco dopo esce il suo memoriale postumo, “Nobody’s Girl”, in Italia edito da Bompiani, una cruda e impressionante testimonianza di quello che ha passato.
L’archivio noto come “Epstein Files”, richiesto fortemente dall’opinione pubblica, è formato proprio dai documenti del caso Giuffre e dei successivi processi, che sono stati resi parzialmente pubblici: milioni di immagini, video, rendicontazioni, testimonianze, interrogatori, email e molto altro ne fanno parte e rivelano inquinanti informazioni riguardo a chi faceva parte di quella fitta rete tessuta da Epstein e Maxwell, ma la maggior parte di questi documenti sono censurati o ancora non resi noti: a essere resa pubblica è, infatti, solo una piccola parte dell’archivio.
I documenti rivelano un immenso sistema di traffico sessuale finalizzato al ricatto e al consolidamento del potere: nella rete sono presenti politici, imprenditori, accademici e varie persone famose — tra i nomi più noti, quelli di Donald Trump, Bill Gates, Elon Musk e del principe Andrea — a cui venivano offerte giovani donne e minorenni in cambio di influenza. Oltre agli abusi, il materiale dell’archivio rivela la produzione di materiale pedopornografico e la costituzione di un’infrastruttura criminale per proteggere l’élite di personaggi potenti coinvolta.
L’opinione pubblica è inorridita da ciò che viene rivelato nei file: abusi, traffico sessuale e minorile, cannibalismo, rituali, ricatti, merce umana in mano a chi viene accecato dalla sete di potere e denaro. Ma emerge anche un altro allarmante elemento: il legame con Israele, che include l’idea di suprematismo razziale. I documenti contengono non solo l’ideologia razziale della rete, ma anche il concetto di eugenetica sotto forma dell’ossessione di Epstein per il suo DNA ebraico e le risorse accademiche e scientifiche che ha impiegato al fine di cancellare “le razze impure”, tramite sterilizzazione o il genocidio.
Inoltre, secondo i documenti, Epstein sarebbe stato un agente del Mossad cooptato, ipotesi che trova fondamento nella vicinanza tra lo stesso Epstein e l’ex primo ministro israeliano Ehud Mubarak. Implicate sono le varie agenzie di intelligence internazionali e il rifornimento di tecnologie volte ad attuare il genocidio della popolazione palestinese.
Questo è solo un pezzo di un puzzle molto più grande e di cui il disegno non è ancora chiaro, ma una cosa è certa: nessun sistema è stato sradicato, né messo in crisi, perché non basta lo scandalo, ma bisogna guardare ai fatti con scandalo e indignazione. Parlarne. Muoversi. Ribellarsi. E nel cambiamento, bisogna riformulare il modo in cui si guardano Gaza e Israele.
Last modified: Febbraio 16, 2026

