Como (giovedì, 23 ottobre 2025) — Domenica 26 ottobre alle 20.30 il Teatro Sociale di Como ospita il primo allestimento moderno di Turanda, opera composta da Antonio Bazzini e mai più rappresentata dal 1867. L’iniziativa, promossa dal Conservatorio di Como in collaborazione con Casa Ricordi e realizzata nell’ambito del progetto europeo “Casta Diva”, chiude la Stagione 2025/26 FAIRPLAY e coinvolge studenti e docenti in un progetto di valorizzazione del patrimonio musicale italiano.
di Matilde Molina
Turanda, tratta dall’omonima commedia di Carlo Gozzi, fu rappresentata per la prima e unica volta alla Scala nel 1867. Dopo un’accoglienza tiepida e la successiva scomparsa del manoscritto, l’opera è rimasta dimenticata per oltre 150 anni, fino al recente ritrovamento della partitura autografa negli archivi del Conservatorio di Milano. Oggi, grazie alla revisione critica curata da Antonio Moccia per Casa Ricordi, il pubblico potrà finalmente ascoltarla di nuovo.
La produzione porta la firma del Conservatorio di Como, che coinvolge nel progetto i propri solisti, coro e orchestra, insieme agli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Brera per scene e costumi. Sul podio il maestro Bruno Dal Bon, mentre la regia è affidata a Stefania Panighini, già protagonista di importanti festival internazionali.
Per il direttore del Conservatorio Vittorio Zago, Turanda rappresenta «un atto di responsabilità culturale e un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni accademiche, volto a riscoprire e valorizzare un repertorio storico nel segno della creatività contemporanea».
Nell’opera di Bazzini, la regista Panighini individua una protagonista audace e sorprendentemente moderna: una donna che si ribella alle convenzioni sociali dell’Ottocento, trasformando la sua ribellione in un gesto politico e di consapevolezza del sé. Un tema che, come spiega la regista, «anticipa riflessioni ancora oggi attuali sul ruolo e sull’identità femminile».
Last modified: Ottobre 23, 2025

