Svizzera (lunedì, 13 ottobre 2025) — L’Unione Frontalieri Italiani in Svizzera (UFIS) ha intrapreso una decisa azione legale per difendere migliaia di lavoratori italiani impiegati oltreconfine. L’obiettivo è contestare le procedure fiscali e sanitarie derivanti dal nuovo accordo bilaterale Italia-Svizzera, che l’associazione ritiene discriminatorie e lesive dei diritti.
di Matilde Molina
Le tre istanze legali coordinate, che coinvolgono aspetti cruciali della vita lavorativa dei frontalieri, mirano a ripristinare la parità di trattamento e la conformità con i principi costituzionali ed europei.
La prima azione legale si concentra sul tema della sanità e del cosiddetto “contributo sanitario aggiuntivo”. Si tratta di un prelievo mensile di circa 130 euro imposto ai “vecchi frontalieri”, che l’UFIS contesta duramente soprattutto per la sua retroattività e l’assenza di una chiara base legale.
Secondo l’associazione, tale imposizione viola l’articolo 23 della Costituzione italiana e i principi di non doppia imposizione già previsti dagli accordi internazionali. L’UFIS denuncia una grave disparità di trattamento rispetto ai residenti e una potenziale lesione del diritto alla salute, chiedendo l’annullamento immediato del provvedimento e la piena tutela dei diritti economici e sanitari dei lavoratori interessati.
Mentre, la seconda azione mira a ottenere dall’INPS un corretto calcolo della NASpI (indennità di disoccupazione). Attualmente, l’importo liquidato è basato sui massimali italiani, che risultano nettamente inferiori rispetto alle retribuzioni svizzere effettivamente percepite dai frontalieri. L’UFIS sostiene che ciò costituisca una violazione del principio di uguaglianza (sancito dalla Costituzione e dai regolamenti europei), chiedendo un adeguamento immediato degli importi e il riconoscimento degli arretrati spettanti.
Infine, la terza azione riguarda gli acconti IRPEF richiesti ai nuovi frontalieri. L’associazione li ritiene sproporzionati e discriminatori rispetto alla situazione dei lavoratori storici. L’UFIS fa appello all’articolo 165 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e al principio di capacità contributiva, opponendosi a quello che viene percepito come un doppio prelievo di cassa anticipato che danneggia l’equità e la certezza del diritto fiscale.
L’UFIS ha invitato tutti i lavoratori interessati a dare la propria adesione alle istanze legali attraverso il sito ufficiale dell’associazione, www.ufis.it, ribadendo la necessità di una revisione complessiva dell’attuale quadro normativo che coinvolge i lavoratori transfrontalieri.
Last modified: Ottobre 13, 2025

