Como (sabato, 20 dicembre 2025) — Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America sta proseguendo in queste ore con la pubblicazioni degli Epstein files. Sebbene l’FBI abbia pesantemente censurato molti documenti, intensa è l’ondata di disgusto che li accompagna. Il materiale pubblicato, atteso da anni, segue la legge approvata dal Congresso americano e firmata dal presidente statunitense Donald Trump, la quale impone la diffusione di documenti non classificati entro il termine di una precisa data di scadenza.
di Ludovica Fusca
Da tempo attesi e assai discussi, sono stati pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti gli Epstein files, i documenti delle indagini sul finanziere Jeffrey Epstein, morto suicida nel 2019 mentre si trovava in carcere per abusi sessuali e traffico di minori di portata internazionali.
Sebbene molti dei documenti siano oggetto di censura da parte dell’FBI – al fine di proteggere le vittime e i privati coinvolti – e non siano stati diffusi file concernenti l’attuale presidente statunitense Donald Trump, non manca la sensazione di disgusto per il materiale che sta venendo pubblicato. All’interno di esso figurano migliaia di pagine di documenti, fotografie, filmati e registrazioni telefoniche, oltre a centinaia di nomi degli abusatori, mentre le vittime sarebbero più di milleduecento tra donne e minori. Il materiale è stato organizzato in una pagina che è una vera e propria “biblioteca completa su Epstein”. In merito, Todd Blanche, vice procuratore generale Usa, ha dichiarato: “Oltre a oscurare i nomi delle vittime, abbiamo anche censurato e non stiamo divulgando alcun materiale che potrebbe consentirne l’identificazione”.
Ad alimentare la polemica sono, inoltre, i nomi presenti nei file: tra i complici di Epstein ci sono anche l’ex presidente Bill Clinton, Ghislaine Maxwell – complice e compagna di Epstein -, Michael Jackson, Richard Branson, Mick Jagger, Phil Collins, Henry Kissinger, i duchi di York e il principe Andrew, e personalità anche del panorama italiano, come Flavio Briatore e Giuseppe Cipriani. Censurati anche i nomi di più di duecento massaggiatrici, sotto la denominazione di “Masseuse List”.
I files pubblicati non costituiscono, però, l’intero archivio posseduto dal governo, e ulteriore materiale verrà pubblicato nelle prossime settimane.
Last modified: Dicembre 20, 2025

