Como (martedì, 23 dicembre 2025) — Una questione tecnica si è trasformata in un tema politico capace di animare il consiglio comunale e attirare l’attenzione dell’opinione pubblica. Al centro del confronto ci sono i posti auto pertinenziali di via Regina Teodolinda, legati al complesso commerciale affittato a Lidl, finiti sotto la lente dopo un’interrogazione presentata dal consigliere Vittorio Nessi del gruppo Svolta Civica.
di Monia Settimi
L’atto, inizialmente rimasto senza risposta scritta, è approdato in aula dove Nessi ha ripercorso l’intera vicenda amministrativa, partita nell’ottobre 2023. In quella data la società Oikos Consulting srl aveva chiesto al Comune un parere preliminare sulla possibilità di “liberare” parzialmente circa venti posti auto dal vincolo di pertinenzialità, sostenendo che l’area disponeva di parcheggi in eccesso rispetto ai minimi previsti dal regolamento comunale.
Il punto cruciale riguarda proprio quel vincolo, imposto con un atto notarile del 2001. Nel dicembre 2023, l’Ufficio edilizia aveva chiarito che, secondo la normativa nazionale, i parcheggi possono essere ceduti anche separatamente, purché restino collegati a un’unità immobiliare situata nello stesso Comune. Tuttavia, a seguito di una richiesta di accesso agli atti, sarebbe emerso che non risulta formalmente indicato a quali immobili siano stati pertinenziati i posti auto venduti. Da qui le domande del consigliere: controlli effettuati? Verifiche previste? E perché, eventualmente, non si è intervenuti?
Ad accendere ulteriormente il dibattito è stata l’affermazione di Nessi secondo cui quattro posti auto sarebbero stati acquistati dal sindaco Alessandro Rapinese. Nessuna accusa di irregolarità, ha precisato il consigliere, ma la richiesta di fare chiarezza su procedure e ruoli dell’amministrazione.
Durante la discussione in consiglio, il sindaco non era presente. Una scelta voluta, come ha spiegato successivamente, per evitare qualsiasi coinvolgimento diretto in un tema che riguarda una società con cui in passato ha avuto rapporti privati. A rispondere in aula è stato l’assessore Maurizio Ciabattoni, che ha tagliato corto sul piano amministrativo: la giunta non ha competenze sulla vendita dei posti auto e il Comune non esercita alcun potere autorizzativo sull’operazione.
Il giorno dopo è arrivata la replica del primo cittadino. Rapinese ha ricordato che l’acquisto dei parcheggi è un dato pubblico, già presente negli atti di trasparenza patrimoniale, e quindi noto ben prima del dibattito consiliare. Sul piano tecnico, ha ribadito che la legge consente l’alienazione separata dei posti auto indicando semplicemente la loro destinazione pertinenziale, senza obblighi di comunicazione o autorizzazione preventiva da parte del Comune. La richiesta avanzata da Oikos, ha sottolineato, era solo un parere preliminare, non un’istanza autorizzativa.
Il sindaco ha inoltre richiamato quanto già spiegato in aula: la responsabilità dell’atto di trasferimento ricade sul notaio, non sull’amministrazione comunale. Infine, ha rivendicato la legittimità dei propri investimenti immobiliari, effettuati negli anni e proseguiti anche recentemente.
Una vicenda che resta ancorata ai tecnicismi urbanistici e notarili, ma che ha innescato un confronto politico destinato a far discutere ancora, soprattutto sul terreno della trasparenza, del ruolo delle istituzioni e della gestione di spazi e servizi urbani sempre più sensibili per i cittadini.
Last modified: Dicembre 24, 2025

