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Italia-Norvegia 1-4, Gattuso in allarme: il nodo giovani pesa sul futuro della Nazionale

Roma — La pesante sconfitta per 1-4 contro la Norvegia, maturata a Roma in un’amichevole che avrebbe dovuto confermare i progressi degli Azzurri, riaccende i timori in vista dei playoff Mondiali del prossimo marzo. Il crollo nella ripresa, unito alle difficoltà strutturali della squadra, evidenzia un problema ormai cronico: l’Italia fatica a valorizzare i giovani. Un tema che riemerge anche analizzando i dati commentati nell’analisi dell’ex direttore di TuttoSport, pubblicata su scommesse.io, che confermano come il calcio italiano resti uno dei meno propensi in Europa a puntare su Under 21 e talenti emergenti.

di Matilde Molina

La debacle con la Norvegia rappresenta più di un semplice incidente di percorso. Con cinque vittorie consecutive, la gestione Gattuso sembrava aver imboccato una nuova direzione; la serata contro Haaland e compagni ha invece mostrato una Nazionale fragile e priva di alternative solide. Parte della difficoltà nasce da un problema strutturale: la Serie A non offre ai giovani lo spazio necessario per crescere e arrivare pronti al calcio internazionale.

Lo conferma lo studio citato nell’articolo di scommesse.io, che richiama un’analisi del CIES Football Observatory sui minuti giocati dagli Under 18 fra il 2009 e il 2023 nei cinque top campionati europei. Un dato sorprende: in testa alla graduatoria figura un italiano, Gianluigi Donnarumma, lanciato a 16 anni dal Milan. Ma l’eccezione non fa la regola. Alle sue spalle compaiono profili come Camavinga, Wirtz, Gavi, Bellingham, Havertz e Varane, testimonianza di sistemi calcistici più coraggiosi nel puntare sui giovani.

L’analisi sviluppata per scommesse.io e basata sui dati CIES relativi alla stagione 2024/2025 evidenzia un quadro ancora più critico: tra 96 squadre dei principali campionati europei, solo la Juventus compare nella top 20 per minuti concessi a Under 21 (18%). Inter e Napoli sono invece le uniche due squadre a registrare lo 0% di minutaggio U21, schierando come calciatori più giovani elementi di 22 anni.

In testa alla classifica europea si collocano Strasburgo (59,4% di minuti U21) e Barcellona (38,3%), mentre a livello mondiale spicca il Lommel, club belga del City Group. In Italia, il Como di Fabregas continua la sua scalata, raggiungendo il 15,6%, mentre Roma, Fiorentina e Milan si posizionano nella fascia centrale.

Allargando lo sguardo alla Serie A 2025/2026, l’articolo di scommesse.io segnala il Parma come squadra più giovane del campionato, con un’età media di 24,26 anni. A guidarlo è Carlos Cuesta Garcia, 30 anni, uno degli allenatori più giovani d’Europa, cresciuto tra Atletico Madrid, Juventus e Arsenal. Seguono Como e Juventus, mentre agli ultimi posti figurano Inter e Napoli, rispettivamente con 29,35 e 29,56 anni di media.

Secondo il CIES, il Parma è addirittura la terza squadra più giovane della top 5 europea, preceduta soltanto da Strasburgo e PSG. Il club parigino ha avviato una rivoluzione fondata sui giovani talenti, abbandonando la stagione dei grandi ingaggi.

Nel panorama italiano emergono tre club capaci di invertire la tendenza generale:

  • Lecce, grazie alla storica capacità di Pantaleo Corvino di valorizzare giovani promesse, come il 17enne Francesco Camarda.
  • Cagliari, che con il neoallenatore Fabio Pisacane sta dando spazio a Palestra (20 anni) e Caprile (24 anni).
  • Udinese, che conferma la propria vocazione nello scoprire e far crescere talenti, italiani e stranieri, puntando sul rilancio di Nicolò Zaniolo (26 anni).

Queste eccezioni dimostrano che una strada alternativa è possibile, purché supportata da una programmazione tecnica solida e da scelte coraggiose.

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Last modified: Novembre 19, 2025
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