Como (mercoledì, 03 settembre 2025) — A Como e in provincia l’emergenza abitativa assume contorni sempre più critici. Da un lato ci sono più di 1.300 alloggi pubblici vuoti, tra immobili comunali e Aler, dall’altro un mercato privato con canoni insostenibili: oltre 1.400 euro al mese in media per un appartamento di 100 metri quadrati.
di Matilde Molina
A lanciare l’allarme è la Uil Lario, insieme a FenealUil Alta Lombardia, Uilfpl Lario-Brianza e UilScuola Como, che hanno inviato una lettera al presidente della Provincia e ai sindaci dei principali Comuni chiedendo azioni concrete e coordinate.
“La difficoltà di trovare una casa stabile non è solo un problema sociale, ma mette in crisi il funzionamento dei servizi e il tessuto produttivo”, spiega Dario Esposito, coordinatore Uil Lario. La scarsità di abitazioni accessibili si riflette infatti sul mondo del lavoro. Oltre 114.000 persone ogni giorno si spostano per motivi occupazionali, con un saldo negativo di 36.000 unità. Secondo le stime dell’ex presidente Istat Gian Carlo Blangiardo, entro il 2029 il Lario perderà circa 15.000 persone in età lavorativa, mentre Unioncamere segnala un mismatch del 55% tra domanda e offerta di lavoro.
Scuola, sanità ed edilizia sono i settori più colpiti: la carenza di personale rende difficile garantire servizi ai cittadini e stabilità alle imprese.
Nella lettera inviata alle istituzioni, i sindacati hanno avanzato alcune proposte: accordi territoriali per il canone concordato in tutti i Comuni, con incentivi fiscali e riduzione dell’IMU per i proprietari, riqualificazione degli alloggi pubblici e sociali sfitti, istituzione di un fondo di garanzia per i lavoratori con redditi non stabili, regolamentazione degli affitti brevi sul modello di Bologna e creazione di un’anagrafe pubblica aggiornata degli immobili vuoti.
“Garantire abitazioni accessibili significa permettere ai lavoratori di radicarsi nella comunità e sostenere la crescita economica e sociale del territorio”, conclude Esposito.
Last modified: Settembre 3, 2025

