Como (mercoledì, 17 settembre 2025) — Tre ore di riunione a porte chiuse a Palazzo Cernezzi non sono bastate a trovare un accordo sul futuro delle scuole di Como. Lunedì pomeriggio il sindaco e la vicesindaco Nicoletta Roperto hanno incontrato i presidenti di quattro consigli d’istituto – Como Borgovico, Como Nord Ponte Chiasso, Como Lora Lipomo e Como Centro Città – per discutere il piano di razionalizzazione degli edifici scolastici.
di Matilde Molina
Sul tavolo le chiusure di alcuni plessi, il trasferimento di intere classi e il ridisegno degli spazi, ma l’incontro si è concluso con un nulla di fatto e con il malcontento dei rappresentanti delle famiglie.
A guidare le critiche è stato Simone Molteni, presidente del consiglio di istituto Como Borgovico, che ha definito le riunioni “inutili perché prive del coinvolgimento dei tecnici”. Molteni ha contestato anche i dati presentati dal Comune, giudicati incoerenti: “Com’è possibile che risultino vuote scuole con liste d’attesa inevase da anni?”. I presidenti si sono detti disponibili a proporre soluzioni entro due mesi, ma riferiscono di aver ricevuto un netto rifiuto.
Secondo Molteni, il rischio è di chiudere plessi “pieni e in crescita” ignorando invece quelli con criticità strutturali e organizzative di lungo periodo.
Il caso più delicato riguarda la scuola Corridoni, che il Comune vorrebbe accorpare alla Foscolo di via Borgovico. Una scelta che non convince i genitori: mancano spazi adeguati, la mensa per le elementari e la succursale di Tavernola è ritenuta poco raggiungibile a causa del traffico mattutino. Contestata anche la chiusura della primaria di Ponte Chiasso e dell’infanzia di via Salita Cappuccini, con i rappresentanti Mirko Grisoni e Andrea Ballerini in prima linea.
Infine, il presidente del consiglio di istituto Como Centro Città, Marco Porcellana, ha sollevato il tema della riorganizzazione della scuola di via Magenta e delle difficoltà dei bambini trasferiti dall’ex asilo Sant’Elia in strutture ritenute poco adatte.
Particolarmente forte la protesta dei genitori di Salita Cappuccini, che hanno lanciato un appello pubblico: “Questa scuola è una casa di luce, un punto di incontro per il quartiere. Non lasciamo che le voci dei più piccoli vengano spente”.
Il confronto resta aperto: da un lato l’amministrazione punta alla razionalizzazione, dall’altro famiglie e istituti chiedono garanzie su spazi, laboratori e qualità dell’offerta educativa.
Last modified: Settembre 17, 2025

