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Como, Uil Lario lancia l’allarme salari: “Un terzo delle famiglie vive con meno di 12mila euro l’anno”

Como (domenica, 19 ottobre 2025) — “L’unica logica di parte accettabile è quella dei salari equi, dei contratti forti e di un lavoro dignitoso.” Con queste parole il coordinatore della Uil Lario, Dario Esposito, accende i riflettori su una fragilità sempre più evidente: il potere d’acquisto dei comaschi si riduce e il rischio povertà cresce. Un dato, quello delle dichiarazioni Isee, che parla chiaro: oltre 21.700 famiglie, pari al 33,75% del totale, vivono con un reddito inferiore ai 12mila euro annui.

di Matilde Molina

Secondo l’analisi della Uil, la difficoltà economica nel territorio lariano non è un’ipotesi futura ma una condizione quotidiana. A pesare sono affitti elevati, mobilità insufficiente e collegamenti carenti, che aggravano la situazione di famiglie e lavoratori.

Sul fronte retributivo, i numeri confermano il divario tra pubblico e privato. La retribuzione media annua si ferma a 19.594 euro per gli operai e 28.276 per gli impiegati nel settore privato, mentre nel pubblico si sale a 31.196 euro, con valori più bassi in scuola e enti locali. “Dati che spiegano – sottolinea Esposito – perché servono misure concrete e stabili per tutelare i salari.”

Nella prossima manovra di bilancio, la Uil intravede alcuni segnali positivi: la detassazione degli aumenti contrattuali al 5%, la riduzione dell’imposta sui premi di produttività all’1% e l’esclusione della prima casa dal calcolo Isee fino a 100mila euro. Interventi che, per il sindacato, restituirebbero centralità alla contrattazione e al valore del lavoro.

Restano però questioni aperte, come il tema pensioni e la lotta ai contratti pirata, che “ledono la dignità del lavoro e creano concorrenza sleale”, con differenze salariali che nel settore multiservizi superano i 7mila euro annui.

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Last modified: Ottobre 19, 2025
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