Como (mercoledì, 27 agosto 2025) — Una chiamata di emergenza si è trasformata in una denuncia per simulazione di reato e procurato allarme. Protagonista un 30enne di origini brasiliane, residente in città, che nella serata di ieri, martedì 26 agosto, ha inscenato un finto furto di bicicletta in via Puecher. L’uomo, dopo aver segnalato alla Polizia un’aggressione armata, è stato smascherato poco dopo grazie all’arrivo del presunto “rapinatore”, che ha raccontato un’altra versione dei fatti.
di Matilde Molina
L’episodio è avvenuto intorno alle 20.40, quando il 30enne ha contattato la Questura sostenendo di essere stato minacciato da un giovane con una pistola e derubato della bicicletta. La Squadra Volante dell’U.P.G.S.P. si è precipitata sul posto per raccogliere testimonianze e avviare le verifiche necessarie.
Mentre gli agenti erano impegnati nei rilievi, un 20enne di origini egiziane si è presentato con la bici “rubata”, spiegando di averla ricevuta in prestito dal denunciante, suo conoscente. Di fronte a questa versione, il 30enne ha improvvisamente cambiato racconto, negando l’esistenza del furto e contraddicendo quanto dichiarato in precedenza.
Accompagnato in Questura, l’uomo è stato sottoposto a ulteriori controlli: dagli archivi è emersa una precedente denuncia a suo carico per lesioni personali aggravate. Al termine delle verifiche, la Polizia lo ha denunciato per simulazione di reato e procurato allarme, reati che comportano conseguenze penali e che, come ricordano le autorità, distolgono risorse dalle vere emergenze.
La Polizia di Stato ha ribadito l’importanza di utilizzare i canali di emergenza in modo responsabile. Segnalazioni infondate possono compromettere la sicurezza collettiva, sottraendo tempo e mezzi agli interventi realmente urgenti. La collaborazione tra cittadini e istituzioni, sottolineano gli agenti, è fondamentale per garantire un contesto urbano sicuro ed efficiente.
Last modified: Agosto 28, 2025

