Como (venerdì 19 dicembre 2025) — Il consiglio comunale del 17 dicembre, convocato per discutere il destino dei ciliegi di via XX Settembre, si è trasformato in un confronto acceso più sul metodo seguito dall’amministrazione che sul merito dell’intervento. La mozione presentata dall’opposizione, che chiedeva di fermare il taglio degli alberi e di avviare una nuova valutazione tecnica, è stata respinta dalla maggioranza con 17 voti contrari e 12 favorevoli. Tuttavia, il dibattito ha portato alla luce un elemento destinato a pesare nel prosieguo della vicenda: la tempistica dell’autorizzazione della Soprintendenza.
di Matteo Della Bartola
A sollevare la questione sono stati i consiglieri di opposizione Alessandro Falanga (Forza Italia) e Stefano Legnani (Pd), primo firmatario della mozione. Nel loro intervento hanno ricostruito la sequenza degli atti amministrativi, evidenziando come la richiesta di parere alla Soprintendenza sia stata inoltrata soltanto nel pomeriggio del 17 novembre. Una data che, secondo l’opposizione, arriva quando i divieti di sosta per consentire il taglio erano già in vigore e dopo che le proteste dei cittadini avevano di fatto bloccato l’avvio del cantiere. Per i consiglieri di minoranza, questo dimostrerebbe che fino a quel momento mancava un passaggio considerato obbligatorio per un’area ritenuta di interesse storico.
Il percorso amministrativo, ricordato in aula, parte dall’approvazione del progetto di piantumazioni da parte della giunta il 17 settembre, prosegue con l’affidamento dei lavori il 30 settembre e con l’ordinanza viabilistica del 12 novembre. L’autorizzazione della Soprintendenza è arrivata solo il 1 dicembre. Nel frattempo la mobilitazione cittadina è continuata e l’11 dicembre è stata emessa una nuova ordinanza per il taglio previsto tra il 15 e il 23 dicembre, intervento poi congelato dallo stop temporaneo disposto dal Tar.
Dal canto suo, il sindaco Alessandro Rapinese ha difeso con decisione l’operato dell’amministrazione. In aula ha sostenuto che tutte le procedure previste sono state rispettate e che, al di là delle date contestate, l’autorizzazione della Soprintendenza è comunque stata ottenuta. Nel respingere la mozione, Rapinese ha ribadito che le scelte tecniche spettano ai professionisti incaricati e non alla politica, ricordando inoltre che la fioritura dei ciliegi dura solo pochi giorni all’anno e che tornare indietro su delibere e appalti già approvati comporterebbe conseguenze amministrative rilevanti.
La mozione è stata bocciata, ma il dibattito ha lasciato aperta una frattura sul metodo seguito, che continua ad alimentare il confronto politico e la mobilitazione attorno al futuro dei ciliegi di via XX Settembre.
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